Orlandino Greco, “Calabria: Crescita e Prospettive”

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C’è una narrazione che va capovolta
Ma non con slogan, né con letture condizionate da interessi politici di corto respiro. Va capovolta con i numeri, con le tendenze reali, con i risultati economici che stanno emergendo da un processo in evoluzione ormai sotto gli occhi di chiunque voglia guardarli senza pregiudizi.

La Calabria crescs
Lo fa tra mille difficoltà, certo, con fragilità storiche, ritardi infrastrutturali e problemi strutturali che continuano a pesare sul presente. Ma cresce sorretta da un orizzonte di luce che individua nella crescita economica, nell’innovazione e nella qualità del capitale umano uno dei suoi punti di forza più concreti.

Lo dimostrano i dati, lo raccontano le dinamiche in atto nel Mezzogiorno e lo conferma anche l’analisi proposta da Federico Fubini del Corriere della sera, che fotografa un Sud capace, per la prima volta dall’Unità d’Italia, di superare il Centro-Nord in alcuni distretti strategici. Non si tratta di trionfalismi né di ribaltamenti definitivi, ma di successi misurabili, inseriti in una traiettoria che merita attenzione e rispetto.

Il Mezzogiorno, nel suo complesso, cresce più del resto del Paese
E, fatto ancora più rilevante, alcuni suoi distretti risultano oggi meglio posizionati nelle catene internazionali del valore rispetto a quelli del Centro-Nord, tradizionalmente legati a comparti industriali maturi e più esposti alla stagnazione europea.

I settori che trainano questa nuova fase sono quelli ad alta crescita del XXI secolo: digitale, tecnologie dell’informazione, aerospazio, farmaceutica, semiconduttori, tecnologie verdi. Ambiti nei quali il Sud, pur partendo da basi più fragili, sta costruendo ecosistemi dinamici, spesso legati alle università e alla ricerca.

La Calabria in crescita
In questo quadro, la Calabria non è fuori dal processo.
È vero: i numeri dell’occupazione nel digitale sono ancora inferiori rispetto ad altre regioni meridionali. Ma proprio qui si coglie il segnale più interessante. A Rende, nel cuore della provincia di Cosenza, l’università sta diventando un attrattore di competenze e intelligenze di livello internazionale. L’arrivo di studiosi di fama mondiale, impegnati su temi avanzati come l’intelligenza artificiale e i data center, sta generando un indotto di studenti, progetti e iniziative che fino a pochi anni fa sembravano impensabili in questi territori.

È il segno che qualcosa si sta muovendo in profondità.
E i dati lo confermano: dal 2014 il settore delle tecnologie digitali cresce nel Mezzogiorno più che nella media nazionale. L’export del Sud, tra il 2019 e il 2024, è aumentato più di quello del Nord. Alcune regioni meridionali stanno diventando poli di attrazione per investimenti ad alto valore aggiunto, grazie anche a un costo della vita più sostenibile e a una qualità della vita che torna a essere un fattore competitivo.

Tutto questo non significa ignorare i problemi
La Calabria continua a fare i conti con bassi livelli occupazionali, con una perdita demografica drammatica, con un reddito pro capite ancora lontano dalla media nazionale. Sarebbe irresponsabile negarlo. Ma è altrettanto irresponsabile continuare a raccontare questa regione come immobile, senza segnali di crescita e condannata a un declino inevitabile.

I numeri parlano
E dicono che una certa narrazione, quella che descrive la Calabria come un territorio sempre e solo in regressione, è parziale, faziosa, non aderente al vero. Raccontano l’esistenza di un ceto produttivo nuovo, che rifiuta criminalità, clientele e rendite di posizione, e che punta su competenze, tecnologia, impresa, innovazione.

Il Sud, e la Calabria dentro questo Sud, hanno ancora molta strada da fare.
Ma i primi passi sono visibili. Ed è da qui che bisogna continuare per costruire una narrazione fondata sui fatti, non sugli stereotipi, proseguendo con la buona politica, quella fatta di scelte concrete e segnali confortanti.

Orlandino Greco