“The day after” sul Lungomare dell’Ulivarella a Palmi, chiuso fino a… non si sa. Resta solo distruzione e macerie in uno degli angoli più belli della Calabria! L’Ordinanza del Sindaco ff
Feb 22, 2026 - Giuseppe Larosa
Un vero e proprio The day after, quello che si presenta andando alla Tonnara di Palmi in quell’angolo di paradiso qual è l’Ulivarella. Un angolo distrutto dalla forza della natura che si è abbattuta impietosamente distruggendo quello che l’uomo aveva costruito. Intorno un paesaggio spettrale formato da detriti, sabbia, pezzi imponenti di un muro che non esiste più se non nei ricordi di chi amava fare una passeggiata e osservare quegli scogli che rappresentano una delle bellezze rare e meravigliose della Calabria. Un mare attraversato da mille tempeste, da leggende narrate e da altre che dovranno essere narrate perché questo ci si aspetta, l’antico splendore che si speda, dovrà presto essere ripristinato. Ma oggi non è così perché proprio ieri è stata emesse un’ordinanza di chiusura “senza tempo”, da parte del sindaco facente funzioni Solidea Schipilliti.
L’Ordinanza n. 22 del 21 febbraio 2026 inizia con quella data che ha distrutto tutto, quell’emergenza arancione “nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2026 si sono verificati eventi meteorologici avversi di particolare intensità che hanno causato gravi danni al territorio comunale, come dettagliatamente documentato nel rapporto di sintesi delle criticità; con delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026 è stato dichiarato lo stato di emergenza per gli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026 in Calabria, Sardegna e Sicilia”. Nei fatti il lungomare dell’Ulivarella sarà chiuso “a tempo da definire”, per ora c’è solo distruzione e macerie. Distrutto il muro di contenimento e la protezione costiera “che si sviluppa lungo il litorale dal confine con il “Lido Lampara” fino al costone roccioso dell’Ulivarella, per uno sviluppo lineare di circa 210,00 metri lineari, presenta le seguenti criticità strutturali: Crollo di porzioni del paramento murario, cedimento delle fondazioni per scalzamento al piede causato dall’azione erosiva del moto ondoso, asportazione del terreno di riempimento retrostante con formazione di vuoti, presenza di materiali crollati (blocchi di calcestruzzo, pietrame, detriti) depositati sulla battigia e nell’area antistante, sulle rimanenti porzioni di muro si è riscontrata la presenza di lesioni passanti con andamento verticale e sub-verticale, la fuoriuscita dal piano verticale di porzioni murarie (spanciamento), il distacco di elementi lapidei e calcestruzzo ammalorato, la perdita di coesione dei materiali costituenti per dilavamento e azione meccanica delle onde, evidenti segni di instabilità strutturale con rischio di crollo imminente”. Questo è quello che c’è scritto nell’Ordinanza ed è quello che oggi chi va ad osservare trova davanti ai propri occhi.
In questi giorni in alcune pagine social di Facebook non sono mancate le polemiche inerenti al Lido Ulivarella e quindi visto la compromissione seria della struttura, c’è chi scrive che “Una spiaggia restituita al suo stato naturale non sarebbe una rinuncia, ma un segno di intelligenza, rispetto e visione”, alludendo alla demolizione totale del lido perché definito un’anomalia in quell’angolo e “lasciare che la bellezza originaria del nostro litorale torni protagonista”, ma ovviamente d’altro canto i titolari del lido rispondono che “Dopo quanto accaduto alla nostra struttura, siamo grati per la solidarietà che ci avete dimostrato con i vostri messaggi. Il vostro supporto significa tantissimo per noi in questo momento difficile perché dietro una struttura non c’è solo quel che si vede, ma ci sono intere famiglie che con sacrificio hanno costruito e lavorato per darvi un servizio. Stiamo lavorando sodo per ripristinare tutto al più presto e tornare a farvi godere del nostro spazio”. Non è tempo di polemiche, non è il momento e ogni decisione sarà presa dagli organi competenti attraverso anche degli studi scientifici ben mirati, ma soprattutto con quali soldi? Perché il ripristino non è cosa economicamente facile, c’è il dolore, l’angoscia, il sommo dispiacere, ma poi c’è anche quella realtà crudele che occorre fare i conti, trovare i soldi e poi investirli in un progetto sicuro, senza escludere il fatto che stiamo vivendo dei cambiamenti climatici importanti.
Ma per ora come si legge sempre nell’Ordinanza, a causa del reale stato di pericolo c’è “l’inibizione totale della circolazione veicolare e pedonale dell’area demaniale (arenile e carreggiata stradale) a partire dal confine con il Lido “Lampara” fino al costone roccioso dell’Ulivarella; È altresì disposta l’inibizione dello specchio acqueo antistante la medesima area per un fronte di mt.10,00 dalla linea di battigia. La violazione delle disposizioni della presente ordinanza, fatte salve le penali responsabilità di cui all’art.650 c.p., è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 200,00 a euro 500,00”.
Per ora è così, e forse anche l’estate che verrà sarà così tranne qualche miracolo (che francamente ad oggi, ci sentiamo di escluderlo).
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