Caso Gratteri: l’avvocato Napoli, “una voce sfuggita non può diventare strumento di distrazione di massa”

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In queste ore si assiste ad un gran parlare sulle dichiarazioni rilasciate, al Corriere della Calabria, dal Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, che sta alimentando polemiche e letture fortemente contrapposte, soprattutto in relazione al dibattito sul referendum.
È però necessario abbassare i toni perché si sta oggettivamente esagerando.
Estrarre singole frasi da un intervento più ampio, enfatizzarle o addirittura stravolgerne il significato non aiuta nessuno.
Non aiuta la comprensione del tema, non aiuta il confronto pubblico e, soprattutto, non aiuta nemmeno chi, come me, sostiene il “Sì” al referendum.
Il dibattito referendario dovrebbe fondarsi su contenuti chiari, argomentazioni solide e rispetto reciproco.
Forzare un concetto per piegarlo alla polemica del momento rischia soltanto di generare confusione e di allontanare i cittadini dalla sostanza delle questioni.
Le opinioni possono essere condivise o criticate, ma devono essere contestualizzate correttamente. La semplificazione estrema o la deformazione di un pensiero non contribuiscono a formare un’opinione consapevole nell’elettorato.
In una fase delicata come quella referendaria, serve equilibrio.
L’obiettivo dovrebbe essere spiegare, non strumentalizzare e puntare l’obiettivo su chi la spara più grossa.
Una voce dal sen fuggita non può diventare strumento di distrazione di massa.