Arpacal. Alecci (PD), “un balletto indecoroso che mina l’immagine di un’Agenzia che in una regione come la Calabria dovrebbe avere un ruolo assolutamente centrale e trasparente”

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Continuiamo ad assistere ad una vera e propria farsa in più atti! E’ questa la sensazione che nasce dall’osservare, settimana dopo settimana, le notizie che giungono dalla governance di Arpacal. Quello che sta succedendo in merito alla pubblicazione e al successivo annullamento (per “sopravvenuta rivalutazione dell’interesse pubblico e delle esigenze organizzative dell’agenzia…”) dei bandi di concorso per l’assunzione di nuovo personale, tra cui una serie di ruoli dirigenziali a tempo pieno e indeterminato, è un balletto indecoroso, che mina nel profondo l’immagine di un’Agenzia che in una regione come la Calabria dovrebbe avere un ruolo assolutamente centrale e trasparente. Una brutta figura, a mio avviso, che purtroppo rischia di coinvolgere anche i tanti dipendenti Arpacal, che lavorano quotidianamente in maniera professionale e coscienziosa, senza mai essere valorizzati.

Già in precedenza, la pubblicazione dei bandi di concorso aveva suscitato numerose polemiche, secondo quanto riportato dai giornali, con ricorsi e la minaccia di esposti in Procura, per “difetto di motivazione, eccesso di potere, violazione del principio di economicità dell’azione amministrativa, illogicità e ingiustizia manifesta”. I malumori provenivano sia dai corridoi interni ad Arpacal dove pareva chiaro che non ci fosse la necessità di indire nuovi concorsi, essendo presenti in Agenzia professionalità capaci di rivestire quei ruoli, sia dai numerosi idonei nei concorsi banditi da altre PA alle cui graduatorie si dovrebbe attingere prima di indire nuovi concorsi. Il dietrofont di queste ore, con l’annullamento rappresenta, dunque, la “classica toppa che è peggio del buco”.

In passato, attraverso una serie di interrogazioni, avevo già messo in luce alcune scelte a dir poco discutibili da parte della governance di Arpacal, in relazione alla mancata capacità di condurre in porto dei progetti fondamentali come il monitoraggio delle acque calabresi e la restituzione di oltre 2 milioni di euro di fondi europei. E anche in quel caso, una selezione di personale, che doveva garantire la riuscita del progetto, venne annullata dopo 10 mesi, a seguito di diffide provenienti sia dall’interno che dall’esterno, evidenziando una confusone generale nella definizione degli obiettivi e nella gestione delle risorse, nonché un’evidente mancanza di trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica. Alla luce di quanto sta avvenendo in queste ore, ritengo sia giunta l’ora di fare chiarezza, anche attraverso scelte nette e definitive da parte del Presidente Occhiuto, per ridare vigore e credibilità all’intera azione dell’Agenzia e del suo personale.