Slot machine a Crotone, la Corte di Giustizia Tributaria di Catanzaro annulla accertamento fiscale: “Dati tardivi e inattendibili”

banner bcc calabria

banner bcc calabria

 La Corte di Giustizia Tributaria di Catanzaro ha annullato un avviso di accertamento per Prelievo Erariale Unico (Preu) emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei confronti del responsabile di un’associazione di Crotone attiva nel settore giochi, affermando che “un accertamento fondato esclusivamente sulla lettura dei contatori interni degli apparecchi da gioco non può ritenersi legittimo se l’Amministrazione non dimostra l’affidabilità tecnica dei dati utilizzati”.

Come riporta Agipronews, nel dicembre 2019, nei locali dell’associazione, erano stati sequestrati due apparecchi da intrattenimento a seguito di un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo Adm, uno degli apparecchi sarebbe risultato non conforme e avrebbe generato evasione del Preu, sulla base della lettura dei contatori interni eseguita il 27 settembre 2021, quindi a distanza di quasi due anni dal sequestro e dopo un lungo periodo di inattività. L’avviso di accertamento si fondava unicamente su tali dati tecnici, senza il supporto di elementi contabili o documentali esterni. Il ricorrente aveva contestato l’attendibilità della lettura, evidenziando che “le schede di gioco conservano i dati tramite memorie assistite da batterie tampone, caratterizzate da una durata limitata e soggette a possibile esaurimento in caso di prolungato spegnimento”, con conseguente rischio di perdita o alterazione delle informazioni memorizzate. Sulla base di questa motivazione, la Corte aveva emesso un’ordinanza istruttoria, invitando Adm a chiarire le modalità di conservazione degli apparecchi sequestrati, lo stato delle batterie tampone al momento della verifica e, più in generale, l’affidabilità tecnica dei dati estratti mediante il software di controllo. Rispetto a questa richiesta, l’Agenzia si è limitata a fornire spiegazioni sul significato delle voci tecniche riportate nel verbale di lettura, senza però dimostrare che gli apparecchi fossero stati conservati in condizioni idonee a garantire l’integrità dei dati né che le batterie fossero ancora funzionanti dopo quasi due anni di inattività. Secondo la Corte, tale omissione è decisiva, poiché “la prova dell’evasione, nel presente caso, non si fonda su dati contabili o documentali esterni, ma unicamente sulla lettura dei contatori memorizzati nella scheda dell’apparecchio; se non è garantita l’integrità del supporto che conserva tali dati, l’accertamento non può ritenersi attendibile”. Ne consegue che la lettura effettuata nel settembre 2021 è stata ritenuta inattendibile, in quanto potenzialmente alterata dall’esaurimento della batteria tampone e comunque non supportata da adeguate garanzie tecniche sulla veridicità del dato. Sulla base di tali considerazioni, la Corte ha annullato l’avviso di accertamento. FRP/Agipro