Brunetti: “Minasi punta il dito su Arghillà? Degrado e illegalità frutto delle scelte fallimentari della sua amministrazione”
Gen 22, 2026 - redazione
«Da attenta osservatrice Tilde Minasi, anche con ruoli di spicco all’interno del governo, ha solo guardato in questi anni, ma non ha fatto nulla. Sulla questione Arghillà la destra dovrebbe tacere e fare “mea culpa” per l’enorme condizione di degrado sociale generata dalla scelta di delocalizzare in blocco, in maniera indiscriminata, l’ex ghetto dell’ex Caserma 208 di Sbarre verso l’area collinare di Arghillà. Una decisione assunta tra il 2006 e il 2007 dall’Amministrazione Scopelliti, della quale la Minasi era assessore alle Politiche sociali e improvvida esecutrice di numerose scelte fallimentari, che ha di fatto prodotto e alimentato le enormi difficoltà che oggi vive quel quartiere. Una responsabilità, peraltro, certificata anche da numerose vicende giudiziarie e processuali che hanno ricostruito quella sciagurata operazione di trasferimento, tradendo la volontà originaria del sindaco Italo Falcomatà. Che oggi la Minasi si permetta addirittura di puntare il dito contro l’Amministrazione comunale, che in questi anni ha prodotto esclusivamente atti positivi a favore di quel quartiere, appare paradossale». Ad affermarlo in una nota è l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Brunetti, rispondendo alle dichiarazioni della Minasi. «Il degrado e la criminalità diffusa di cui la Minasi parla – ha evidenziato Brunetti – rappresentano chiaramente l’epilogo nefasto di una scelta che parte da lontano e che ha determinato una serie di conseguenze di difficile gestione. Una situazione complessa che oggi l’Amministrazione sta affrontando con responsabilità, in stretto coordinamento con le altre autorità territoriali, a cominciare dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine, che stanno operando con grande efficacia per arginare le forme di illegalità presenti nell’area di Arghillà Nord. Serve prestare particolare attenzione agli occupanti abusivi, ma il lavoro maggiore non sta in capo al Comune perché, di fatto, lì gli alloggi sono di proprietà dell’Aterp ».
L’assessore ha poi ricordato alcune delle attività portate avanti in questi anni dall’Amministrazione Falcomatà per Arghillà, in stretta sinergia col territorio: «Non siamo stati a guardare. Abbiamo messo a disposizione i locali per la pregevole attività di volontariato che Ace svolge con il polo sanitario; abbiamo costruito un campo di calcio. Abbiamo lavorato con le associazioni del posto per la segnaletica stradale, la riorganizzazione delle vie, l’illuminazione, siglato con il Consorzio Ecolandia e la chiesa Valdese un protocollo che funge da base per arrivare a un patto di comunità; i locali della piazzetta di Arghillà vedranno all’interno numerose attività di carattere sociale. Si sta lavorando al Comparto sei in sinergia con la Prefettura».
Un ultimo passaggio l’assessore lo riserva ai Pinqua: «Avremmo potuto consegnare i lavori perché sono stati già firmati i contratti di appalto integrato tre mesi fa. Nessuna responsabilità è ascrivibile al Comune poiché i progetti esecutivi sono ancora in corso di approvazione da parte dell’operatore economico individuato da Invitalia, così come stabilito dal Ministero competente (quello delle Infrastrutture e Trasporti)».



