“Abbatti l’abuso in Calabria”: 11.398 ordinanze di demolizione emesse dal 2004 al 2023 da 105 Comuni
Gen 14, 2026 - redazione
??????????
Presentato il dossier “Abbatti l’abuso in Calabria”: 11.398 ordinanze di demolizione emesse dal 2004 al 2023 dai 105 Comuni che hanno risposto al monitoraggio promosso da Legambiente e Regione Calabria. Il 77% dei provvedimenti si è concentrato nei Comuni costieri. Eseguito solo l’11% degli abbattimenti e appena 135 immobili trasferiti al patrimonio comunale
Tavolo regionale permanente sull’abusivismo edilizio, più risorse per Comuni, magistratura e Prefetture per le demolizioni, poteri sostitutivi rafforzati, attivazione effettiva della Banca dati nazionale: un pacchetto di proposte condivise per contrastare l’illegalità, difendere l’ambiente e le imprese sane nel mercato dell’edilizia
Legambiente: “Una collaborazione, quella con la Regione Calabria, senza precedenti in Italia che indica una strada concreta da far diventare un modello anche per altre regioni”
Solo una minima parte delle ordinanze di demolizione emesse in Calabria viene effettivamente eseguita. È uno dei dati più significativi che emerge dal dossier “Abbatti l’abuso in Calabria”, presentato nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Verde della Cittadella regionale “Jole Santelli”, promossa da Legambiente e Regione Calabria. All’incontro hanno partecipato il Presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto; l’assessore con delega all’ambiente, alla legalità e sicurezza, Antonio Montuoro; il dirigente del settore Pianificazione urbanistica e rigenerazione urbana- contrasto all’abusivismo edilizio della Regione Calabria, Pasquale Celebre; il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani; la Presidente di Legambiente Calabria Anna Parretta ed Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente.
Il dossier è il risultato di una collaborazione istituzionale inedita a livello nazionale, formalizzata attraverso un Protocollo d’intesa tra Regione Calabria e Legambiente, approvato con Delibera di Giunta regionale n. 150 del 10 aprile 2024, rinnovato nel 2025, che ha consentito di monitorare in modo sistematico l’azione svolta dai Comuni calabresi in materia di vigilanza edilizia e urbanistica e di raccogliere dati anche dalle Prefetture e dalle Procure della Repubblica, ciascuna per le proprie competenze. Un lavoro che si inserisce nel più ampio impegno della Regione Calabria nel rafforzare negli ultimi anni l’azione di controllo sugli enti locali, anche attraverso diffide, la nomina di commissari ad acta e il coinvolgimento di Città Metropolitana e Province per garantire continuità agli interventi.
L’indagine offre una fotografia dettagliata dell’abusivismo edilizio in Calabria, basata esclusivamente su dati ufficiali forniti dagli enti locali, e registra un elemento positivo rispetto alle precedenti edizioni del dossier: è aumentato in modo significativo il numero dei Comuni che hanno risposto ai quesiti, segnale di una maggiore attenzione e disponibilità alla trasparenza su un tema complesso e spesso sottovalutato. In questa edizione hanno risposto 105 Comuni, pari al 26% del totale regionale (il doppio di quelli che avevano risposto a un precedente monitoraggio pubblicato da Legambiente nel 2023) ma rappresentativi di circa il 48% della popolazione calabrese.
Dai dati emerge tuttavia un quadro critico: tra il 2004 e il 2023 nei Comuni che hanno risposto alla richiesta di informazioni sono state emesse 11.398 ordinanze di demolizione, ma solo 1.273 sono state eseguite, pari ad appena l’11%. Ancora più ridotto il numero degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale, appena 135, ovvero l’1,1% del totale delle ordinanze emesse, nonostante l’acquisizione sia prevista automaticamente dalla legge.
Il fenomeno risulta particolarmente concentrato nelle aree costiere, dove si registra il 77% delle ordinanze e delle demolizioni effettuate, confermando come il cemento illegale continui a esercitare una forte pressione su territori già fragili dal punto di vista ambientale e idrogeologico. Completano il quadro i dati relativi alle 1.029 sentenze di demolizione di immobili abusivi emesse dalle Procure che hanno partecipato al monitoraggio, di cui 244 eseguite, pari al 23,8% del totale e le 1.843 ordinanze di demolizione non eseguite e trasmesse alla Prefetture. Per quanto riguarda le diverse tipologie di reati contestati, sulla base dei dati trasmessi figurano al primo posto, con 3.808 casi, i provvedimenti di demolizione per mancanza di titolo edilizio, cioè case completamente illegali.
“Questo dossier restituisce un quadro chiaro e documentato dell’abusivismo edilizio in Calabria, un fenomeno che incide sulla sicurezza dei territori, sulla tutela dell’ambiente e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria –. I dati dimostrano che è necessario applicare le norme esistenti con continuità e responsabilità. L’intesa con la Regione Calabria rappresenta un passaggio importante, perché consente di superare approcci episodici e di costruire politiche strutturali basate su numeri reali. Contrastare l’abusivismo significa anche affermare un principio di giustizia verso i cittadini che rispettano le regole e non possono continuare a pagare il prezzo dell’illegalità“.
Sul piano nazionale, il dossier evidenzia come l’abusivismo edilizio rappresenti una criticità strutturale, legata più alla mancata applicazione delle norme che alla loro assenza. “L’abusivismo edilizio è una delle grandi emergenze irrisolte del Paese e la Calabria ne rappresenta uno dei casi più emblematici – ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. Questo lavoro dimostra che il problema non è la mancanza di regole, bensì la difficoltà nel renderle effettive. Servono continuità nell’azione amministrativa, risorse adeguate per le demolizioni e un quadro normativo chiaro che consenta a Comuni, Prefetture e Procure di intervenire senza ambiguità. Una collaborazione, quella con la Regione Calabria, senza precedenti in Italia, che indica una strada concreta e può diventare un modello anche per altre regioni”.
Dal punto di vista della legalità, il dossier mette in evidenza come la scarsa esecuzione delle demolizioni contribuisca a rafforzare un diffuso senso di impunità. “Il proliferare del “mattone illegale” – ha spiegato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente – moltiplica il consumo di suolo, degrada l’ambiente, aggrava il rischio idrogeologico dei territori e pregiudica le stesse possibilità di crescita delle imprese che operano nel mercato dell’edilizia sostenibile, orientato verso la rigenerazione urbana e il rispetto delle regole, come dimostrano anche i dati sui reati nel ciclo del cemento accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Quando gli abusi restano in piedi per anni, il messaggio che passa è che violare la legge conviene. Rafforzare il coordinamento tra Comuni, Prefetture e Procure e superare le attuali incertezze interpretative è indispensabile per rendere efficace il contrasto al cemento illegale e colpire anche gli interessi criminali che spesso vi ruotano attorno“.
Le proposte
Accanto all’analisi dei dati, il dossier “Abbatti l’abuso in Calabria” avanza una serie di proposte operative, a livello regionale e nazionale, per rafforzare in modo strutturale il contrasto all’abusivismo edilizio. Tra le priorità indicate vi sono il monitoraggio costante dei procedimenti relativi agli abusi urbanistici ed edilizi, con particolare attenzione ai Comuni che presentano i numeri più elevati; il ricorso sistematico, da parte delle Amministrazioni provinciali delegate, a diffide e commissariamenti nei casi di inadempienza nell’emissione delle ordinanze di demolizione; l’individuazione dei territori più critici sui quali concentrare azioni mirate per sbloccare le pratiche ferme da anni.
Il dossier sottolinea inoltre la necessità di prevedere, sulla base dei risultati del monitoraggio, risorse adeguate nei Fondi nazionali per consentire ai Comuni, alle Procure e alla Prefetture di dare esecuzione al maggior numero possibile di ordinanze di demolizione ancora inevase; rafforzare l’applicazione delle procedure di acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale; istituire un Tavolo regionale permanente di contrasto all’abusivismo edilizio, con il coinvolgimento di enti locali, Prefetture, Procure, Forze dell’Ordine, Capitanerie di porto, associazioni di categoria e ambientaliste, al fine di condividere informazioni e definire una strategia comune di prevenzione e repressione del fenomeno; estendere, di concerto con il ministero dell’Interno, il potere sostitutivo delle Prefetture alle ordinanze emesse e non eseguite dai Comuni prima dell’entrata in vigore delle norme previste dall’art. 10 bis delle legge 120 del 2020; attivare la Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio presso il ministero delle Infrastrutture.



