Procedimento “Ares”, la Corte d’Appello ha rigettato la sorveglianza speciale e restituito tutti i beni a Giuseppe Suriano
Accolto integralmente l'appello proposto dagli avvocati Guido Contestabile, Yvonne Posteraro e Francesco GiovinazzoGen 12, 2026 - redazione
La Corte d’Appello di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, con
decreto n. 1/2026 depositato il 9 gennaio 2026, ha accolto integralmente
l’appello proposto dagli avvocati Guido Contestabile, Yvonne Posteraro e
Francesco Giovinazzo, riformando il provvedimento di primo grado
emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di Suriano
Giuseppe.
La decisione della Corte Con il decreto in esame, la Corte ha Rigettato della sorveglianza speciale
nei confronti di Giuseppe Suriano, per assenza di pericolosità sociale
attuale;
Revocato integralmente la confisca di tutti i beni sottoposti a sequestro,
ordinandone l’immediata restituzione agli aventi diritto.
I fondamenti della decisione
La Corte d’Appello ha fatto proprie le tesi della difesa, ritenendo decisiva
l’assoluzione del Suriano intervenuta nel procedimento penale meglio
noto come indagine “Ares”, nel quale era stato arrestato ed imputato per
aver fatto parte di un’associazione dedita al narcotraffico e per un
tentativo di importazione di cocaina dal Venezuela.
In particolare, la Corte ha evidenziato che: l’assoluzione penale costituisce
elemento decisivo nei procedimenti di prevenzione, impedendo di fondare
un giudizio di pericolosità su fatti per i quali sia intervenuta sentenza
assolutoria definitiva quando tali fatti costituiscono ingredienti essenziali
della pericolosità contestata.
Sul punto di vista della pericolosità sociale, inoltre, le dichiarazioni dei
collaboratori di giustizia che avevano interessato il Suriano, sono risultate
oltremodo generiche non consentendo di individuare specificamente le
condotte sintomatiche della pericolosità sociale richiesta dalla norma.
L’accertamento dell’assenza di pericolosità ha, pertanto, assorbito e reso
conseguenzialmente impossibile l’applicazione della misura patrimoniale
della confisca.
La competenza territoriale era stata correttamente individuata presso il
Tribunale di Reggio Calabria, come già riconosciuto dalla Corte d’Appello
di Catanzaro, essendo il territorio reggino quello ove il Suriano avrebbe
potuto esplicitare la propria pericolosità.
Il presente esito rappresenta un significativo riconoscimento della
correttezza delle tesi difensive e della necessità di ancorare ogni
limitazione della libertà personale e del diritto di proprietà a elementi
fattuali univocamente accertati e normativamente tipizzati.
La decisione odierna pone l’accento sulla necessaria coerenza tra gli esiti
del giudizio penale e le valutazioni in sede di prevenzione, operando
un’attenta verifica della sussistenza dei presupposti normativi richiesti per
l’applicazione di provvedimenti così gravosi per i cittadini.



