Operazione dei Carabinieri contro il caporalato:sottoposti a fermo di indiziati di delitto due stranieri per estorsione

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Operazione dei Carabinieri contro il caporalato:
sottoposti a fermo di indiziati di delitto due stranieri per estorsione

Nelle prime ore di ieri mattina i Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, con il supporto di quelli delle compagnie di Cassano all’Ionio e San Marco Argentano e il coordinamento investigativo della Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, nelle aree urbane di Corigliano Scalo e Schiavonea hanno svolto un servizio straordinario finalizzato a contrastare il fenomeno del «favoreggiamento alla permanenza clandestina degli stranieri sul territorio nazionale» e di tutte le altre violazioni di Legge connesse, con particolare riferimento all’«intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro». Al termine delle operazioni sono stati sottoposti a fermo di P.G. due stranieri, gravemente indiziati del reato di estorsione, oltre che di quello afferente allo sfruttamento del lavoro irregolare di connazionali.
Prima di proseguire con la ricostruzione dei fatti appare opportuno precisare che la notiziaviene diffusa per garantire le prerogative dell’informazione e nel rispetto dei diritti degli indagati –ancora da doversi ritenere soggetti alla presunzione di innocenza, attesa l’attuale fase del procedimento, le cui responsabilità penali potranno essere acclarate solo attraverso una sentenza divenuta irrevocabile, ndr.
Lo sfruttamento della manodopera degli extracomunitari e le condizioni a dir poco precarie in cui questi sono costretti a vivere rappresentano un deprecabile fenomeno che tocca da vicino le comunità locali, con particolare riferimento ai contesti urbanizzati del comprensorio di Corigliano Rossano.Aree di aggregazione connotate spesso da episodi di violenza, che rendono difficile l’integrazione e si ripercuotono sulla percezione della sicurezza dei residenti. I migranti arrivano seguendo opportunità di lavoro spesso gestite da personaggi primi di scrupolo, che sfruttano le loro condizioni di indigenza per perseguire degli ingenti guadagni. Per contrastare questo fenomeno i Carabinieri del Reparto Territoriale hanno effettuato una complessa attività che gli ha consentito di individuare due cittadini del Marocco i quali, secondo le ipotesi di accusa, erano in grado di sfruttare il lavoro di numerosi loro connazionali. Questi, infatti, decidevano quali migranti dovessero lavorare e a quali condizioni potessero farlo. Le loro regole dovevano essere necessariamente rispettate e venivano imposte anche utilizzando metodi violenti. Su questo particolare aspetto le indagini dei militari dell’Arma hanno fatto emergere degli indizi di responsabilità dei due in ordine a una estorsione, potenzialmente effettuata in danno di uno dei tanti migranti che erano alle loro dipendenze. Nel caso di specie un giovane straniero, dopo aver effettuato numerose giornate lavorative, per un corrispettivo che si aggirava intorno ai 2.000,00 Euro, è stato picchiato e minacciato solo perché aveva richiesto che venissero liquidate le sue spettanze. Un’azione violenta e risoluta, che ha costretto la vittima a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale di Corigliano Calabro. Sulla scorta dei dati raccolti i due stranieri indagati sono stati ritenuti gravemente indiziati di aver posto in essere un’attività estorsiva nei confronti del lavoratore e di aver avviato una parallela attività illecita di intermediazione e sfruttamento del lavoro, ragione per la quale sono stati sottoposti al fermo di indiziati di delitto e associati presso il carcere di Castrovillari, in attesa delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria. Nello stesso contesto sono stati
eseguiti 4 ordini di espulsione dal territorio nazionale decretati dal Prefetto di Cosenza.I servizi per contrastare il fenomeno dello sfruttamento delle condizioni di indigenza degli extracomunitari verranno reiterati dall’Arma nelle prossime settimane.