Un’altra tragedia in Calabria, l’ennesima, due ventenni, due vite spezzate, Antonio e Chiara (quest’ultima aveva appena festeggiato i suoi 20 anni). Ferite profonde su strade maledette

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Ancora un’altra tragedia, un altro tragico destino che coinvolge due giovanissimi, ancora sangue giovane sulle strade in Calabria, quella maledetta SS106 miete vittime e non conosce età né pietà. La maledizione continua tra vite spezzate, troppe e troppo giovani. Stavolta è toccato a due ventenni, ad Antonio Graziadio e Chiara Garofalo (quest’ultima, nemmeno due giorni fa aveva festeggiato il suo ventesimo compleanno), entrambi originari di Cassano.

Due ragazzi che avevano davanti tanti orizzonti, tanti tramonti da osservare e tantissimi sorrisi da spendere, hanno smesso di vivere nell’unico orizzonte oscuro della loro vita, l’ultimo, quello di una strada, una maledetta strada che ha stroncato le loro vite prima ancora che iniziassero.

Erano le 3.30 di notte quando all’altezza di un incrocio, chiamato, “degli Stombi” nei pressi di Sibari, nel Cosentino, in un violentissimo impatto tra due auto ha messo fine ad una vita che doveva essere lunga e felice a due ventenni, a bordo di una Fiata Panda, mentre altre due persone stanno lottando tra la vita e la morte, estratti dalle lamiere.

Un’auto come un “cartoccio” di sangue e dolore, quello che i genitori dei ragazzi deceduti dovranno portare come un peso per tutta la vita, chiedendosi molte volte, perché? Perché ai nostri figli? Noi dobbiamo riflettere appunto sui tanti perché che hanno segnato la vita di molte persone per i tanti deceduti sulle strade in Calabria e dobbiamo anche chiederci anche quei perché in molti casi regna un’indifferenza nella messa a sicurezza di tante arterie calabresi che noi abbiamo sempre puntualmente denunciato, ma siamo rimasti come voci nel deserto. A volte siamo stati tacciati come detrattori, nemici dello sviluppo solo perché abbiamo criticato ad esempio, con un cantiere aperto, la percorribilità della Superstrada “Jonio-Tirreno”, teatro anch’essa di tante vite spezzate, e abbiamo criticato assessori regionali, sindaci che per non gustare il loro bacino elettorale hanno voluto tenere quella strada aperta e dove i lavori, giocoforza, tardano ad essere ultimati, aprendo sempre, il tabellone di marcia si sfasa (sic!).

Ma oggi nella prima domenica d’Avvento piangiamo due giovanissimi ragazzi, due destini spezzati, incrociati dallo stesso drammatico destino che vanno ad aggiungersi ad altri che hanno patito la stessa sorte e la nostra speranza, come il nostro pensiero va ai genitori ai quali ci stringiamo forte con un abbraccio sincero, ma c’è ancora una speranza che come un tarlo ci consuma, questi due ventenni, saranno l’ennesimo numero da contare per future statistiche o forse qualcosa si muoverà perché qualcosa dovrà pur muoversi: la speranza non basta più perché lascia ferite molte profonde che non saranno mai rimarginate!