Nel 1980, Francesco Cossiga era Presidente del Consiglio. In quel tempo, Il Corriere della Sera -che non è certo paragonabile, agli odierni, nonché autoctoni, duplici giornaletti diretti da una frigida aconcettuale, oppure da un aspirante, antiestetico e fallimentare ‘trivellatore’ seriale (e se per questo, di conseguenza, entrambi i ‘tratteggiati’, ovviamente, non sono assimilabili, né ad Oriana Fallaci né a Indro Montanelli!)- dicevo il Corriere della Sera, aveva posizioni critiche (sebbene basate su un pregiudizio indotto, da una visione politica, a mio avviso ingiusta).
Proprio per tali motivi e quindi, doverosamente alfine di ‘arginare’ le strumentalità effimere nei confronti dell’esecutivo e del suo Capo del Governo, lui stesso prese l’iniziativa, poiché era fatto così e per me, Francesco, rimane Francesco, a differenza di coloro i quali lo devono appellare -ossequiosamente (non essendo al pari di chi scrive, in intimità)- Presidente Cossiga e mi riferisco, chiaramente, agli stolti figuranti, i quali senza riuscirci, tentano di oltraggiarmi con la loro attuale presenza da clandestini, ovviamente in politica: cosa volete? Nobless oblige, anzi per quanto attiene al sottoscritto, oltre che di pratica, parliamo, financo, di buona scuola e assiduità di affetto e frequentazione!
Cossiga, dunque, chiamò l’editore dell’epoca, Angelo Rizzoli jr. -a sua volta un galantuomo ma piuttosto sprovveduto- che invece di porre giusto rimedio, ‘marcio`sulle uova’ (financo marce, come le si rivende nei negozi di generi alimentari di infimo ordine…e ve ne sono, caspita se ve ne sono, pur se protetti da un’apparente e discutibile burocrazia, dedita al servo encomio!), quindi (sempre Francesco Cossiga) vedendo che non lo si ben intendeva, provvide a sistemare -come è giusto che sia e come deve avvenire!- la tal cosa, ed in più vaticinando ‘fosche nubi’, sul capo (in questo caso capelluto) del suo interlocutore.
Come fini? Rizzoli, prima venne arrestato e poi dichiarato fallito, con l’aggravante di aver perso ogni cosa!
Una storia simile, sempre Cossiga, la rivisse dieci anni più tardi, allorquando era Presidente della Repubblica e siccome le sue giuste parole (nonché sacrosante!) venivano censurate -con insulsa insolenza- proprio da Repubblica, invece di contattare il Direttore (…non ci si dovrebbe mai abbassare ai manutengoli, dediti allo ‘scribbacchinismo’, quindi così come mi hanno insegnato, il solito Cossiga e i grandi DC, faccio pure io la stessa cosa!), l’allora Capo dello Stato chiamò l’editore, cioè Carlo De Benedetti, al quale disse o di finirla o di adeguarsi, oppure avrebbe preso proprio lui, da Presidente della Repubblica, adeguati provvedimenti all’uopo, come è opportuno fare e, soprattutto, come si fa e si farà, per di più sempre (ovviamente, da chi è in grado di farlo).
Persino in questo caso, che accade? De Benedetti, due anni dopo, venne incerceraro (sebbene ai domiciliari, poiché a chi è di sinistra, quando capita, se capita, è con tutti i ‘comfort’) ma nel tempo, di ‘problemini’ ne ha avuti, ed oggi nemmeno lui è più proprietario, di quel giornale in questione.
A proposito…io, sono cressciuto (anche!) con Cossiga, perciò se non ho -per il monento…” del domani non v’è certezza!”- i suoi incarichi istituzionali (o solo uno di essi), sono certamente pratico di ‘jettatura’, la quale è pur sempre un potere e comunque, ho la stessa lungimiranza e ‘praticita` della gestione ‘apparatale’ dello Stato, al pari di ogni buon leader DC, perciò seppur vengo mal sopportato (e peggio percepito) da parte di questa ‘steppaglia’ con cui mi devo abbassare -nel far lor capire quanto sono insulsi!- vivo tutto ciò con orgoglio infinito e piacere immenso.
Lo confesso, la tal cosa la percepisco in siffatta maniera, principalmente perché, con mio sommo gaudio e alla faccia loro, sarò io a ‘vincere’, nonostante questi -metaforici? Autentici?- ‘sciagutati’, siano alla stregua dei bimbi trogloditi, a cui, gioco forza, si impartisce una vigorosa lezione.
Secondo esempio: Alvaro Vitali (attore di B, come è di B, ma in politica, il suo sosia che vorrebbe tanto ergersi ad Aldo Fabrizi, ma chiaramente, lo ricorda non come artista!), dicevo Alvaro Vitali, molto somigliante ad un contemporaneo tra i ‘nostri’ figuranti, era noto pure per il ruolo dell’Avvocato Mazancolla, in non so più quale film.
La pellicola in questione, aveva quale filo conduttore ‘scenette scollacciate’ -gia` questo è un fatto positivo e non dico se di filmini simili, ne abbiamo pure noi (ma, nuovamente, caspita, qualora vi fossero, usciranno? Vai a saperlo!)- epperò nel non certo recitarle, bensì provarle, almeno non si usasse il Viagra (io per esempio, ho l’eredita` genetica a mio favore, essendo uno che non ha, notoriamente, bisogno!). Se poi il Viagra, è rappresentato dal fatto di chiamare un mio caro amico -sara` un di già Presidente della Sicilia?- per raccontargli solite frottole o i propri ego ipertrofici (tipici di chi come il telefonante ben rappresenta, ovviamente nel campo del disturbo della personalità, per di più a sfondo di bipolarismo e il suddetto stato è applicabile al sua condizione psichica…ma persino parapolitoco?), dicevo tutto ciò premesso, la dice non lunga (non si pensi a quello che parrebbe non aver qualcuno!), bensì larga, larghissima, alla stregua di un girovita…stile Spadolini (senza le attitudini ‘inclinazionali’ del defunto ‘Giovannone’ nazionale).
Purtroppo, il nostro ‘Alvaro Vitali’, non sa cosa pensa di lui il suo interlocutore, ma se l’ ‘Alvaro’ esistesse o si riconoscesse nelle mie descrizioni, mi contattasse pure e gliene renderei evidenza e nota, essendo il sottoscritto autorizzato da chi sarebbe stato, a sua volta, contattato, poiché, il destinatario (misterioso?) a differenza di un qualunque leguleio di pertiferia, è un vero garantista, mentre colui al quale potrei riferirmi, sarebbe un giacobino part-time e a cottimo, anzi, per di più a convenienza (ovviamente la sua e del suo momento transitorio!).
Poi, diciamo pure che aggiungerei del mio, ma lo riservo goccia a goccia, come gli elisir tipici dei Borgia (intesa in capo alla famiglia papale, poiché sono, persino ‘cardinal nipote’, quindi nulla ha a che vedere, il riferimento ‘borgese’, con la ridente località prossima a Catanzaro, dove è persino allocato un notorio nosocomio psichiatrico, benche` potremmo tranquillamente indirizzare ‘ipotetici qualcuno’, presso il Cottolengo di Torino).
Come si vede, è il caso di aggiungere “…’venghino’ signori, ‘venghino’ “, in questo (triste e patetico!) spettacolare mondo sui ‘Tre Colli’, dove tanto un equino (dai perenni denti digrignati), quanto un cerbiatto -entrambi inseguiti da ‘un orso con la mazza’- sono pur sempre, essi stessi connaturati, seppur strumentalmente, da ‘occhi languidi’, però per confermare il disdicevole ‘motu proprio’, ovvero ‘ciangiri i morti…e ‘mbbrogghjari i vivi’.
Difatti, la duplice faunistica entità, ha gioco facile nel buttare la croce sul (positivo!) passato che lo avrebbe immediatamente preceduto, poiché ha stampa compiacente (anche quella che lo critica di sottecchi!), pur se io non gliene faccio passare una e mi regolo nel modo in incipit ricordato (e in ogni maniera, arrivo comunque, poiché molto conosco…mentre il resto lo determino!).
A proposito, manca una figura all’appello -certamente ve ne sarebbero altre!- epperò questa non si può non rassegnarla alla carrellata della domenica odierna, cioè la Fata Turchina, la quale specchiandosi (ovviamente con le risultanze prodotte del notorio photoshop) si ritrova con le fattezze (sempre in virtù del solito photoshopp) di una Sirenetta nel mare Blu (nessuno pensi a bandierine varie, poi però ciascuno è libero, poiché non sono Gramsci che impone il ‘pensiero unico’, al pari di come vorrebbero i comunisti o simil tali, ma ovviamente quando ciò conviene a loro).
Ahhh…questi venti matti e potenti, che spirano gelidi, persino nelle giornate (e nelle notti) di inizio estate.
Vincenzo Speziali



