Gioia Tauro, grande attesa per arrivo reliquie Santa Maria Francesca delle cinque piaghe

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Grande attesa tra i fedeli per l’arrivo in città delle reliquie di Santa Maria Francesca delle cinque piaghe, meglio conosciuta come la Santa della “maternità”, prima donna canonizzata dell’Italia Meridionale e compatrona, insieme a San Gennaro, della città di Napoli. E’ la prima volta che i resti sacri della Santa, al secolo Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, arrivano in Calabria, grazie alle insistenti richieste dei numerosi devoti gioiesi e pianigiani, di solito coppie ancora senza figli, che si recano al Santuario e nella casa- convento di vico Tre Re, nei quartieri Spagnoli, cuore del centro storico del capoluogo partenopeo, meta di continui pellegrinaggi, per ottenere il dono della vita. L’accoglienza delle reliquie (parti del corpo), accompagnate da due frati francescani, è prevista per domani sera, alle 18, al Duomo, alla presenza del parroco, don Antonio Scordo e di tutte le autorità civili e religiose; atteso un gruppo di fedeli anche dalla Sicilia. Subito dopo, sarà celebrata la Santa Messa mentre, alle 21, inizierà la veglia di preghiera “La vita dono di Dio” animata da tutti i gruppi parrocchiali. Lunedì pomeriggio, alle 16, ci sarà un incontro dal tema “La mamma prima catechista per i figli”, al termine del quale sarà effettuata la benedizione delle mamme e dei bambini presenti. In serata, presso l’auditorium parrocchiale si svolgerà invece un convegno incentrato sull’ “accoglienza della vita come dono e futuro per l’umanità” al quale parteciperanno anche il vescovo della diocesi di Oppido-Palmi, Mons. Francesco Milito e i membri del Consultorio diocesano; dell’associazione “Scienza e vita” e dell’Ufficio di Pastorale famigliare, presenti in qualità di operatori diocesani per la famiglia e per la vita. Infine, martedì pomeriggio, l’incontro di preghiera “Donaci Signore la gioia di una maternità e paternità responsabile” animato dai devoti di Santa Francesca. Alle 17.30, la Santa Messa e il saluto delle reliquie chiuderanno i tre giorni di preghiera e profonda spiritualità e devozione durante i quali i frati che accompagneranno le reliquie saranno disponibili per le confessioni o per eventuali colloqui. “Il passaggio dei Santi invita alla riflessione personale sull’essere buoni cristiani – ha evidenziato don Antonio Scordo- e la devozione non può essere fine a sé stessa né legata ad una grazia da ottenere per loro intercessione: la Chiesa, piuttosto, li pone dinanzi a noi come modelli di vita da imitare. La presenza delle reliquie ci aiuta a meditare sulla vocazione alla Santità di ciascuno di noi e, in questo caso, sul fondamento della famiglia e sul ruolo di genitori. Gioia Tauro ha bisogno di riscoprire la propria vocazione cristiana, anche a fronte delle tante criticità che siamo chiamati a risolvere perché un buon cittadino è in primis un buon cristiano che vive in società lavorando e cooperando per una realtà migliore”. (d.l.)