CARIATI (CS) – I giovani sono più consapevoli di quanto si pensi e sono interessati a
capire come la società può diventare più giusta. È questo il messaggio che
viene fuori da ‘Terra, solchi di verità e giustizia’, l’evento che si è
tenuto stamattina al Cinema Teatro di Cariati in occasione della Giornata
della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
L’iniziativa è stata presentata da due giovanissime studentesse, Elena
Tranquillo e Michela Salatino, che con spontaneità ed entusiasmo hanno
tenuto alta l’attenzione del pubblico per l’intera durata dell’evento. Le
due ragazze, che fanno parte del gruppo di studenti che ha vinto il primo
premio del progetto Légalité, hanno introdotto le performance dei loro
coetanei, intervistato gli ospiti e hanno anche dimostrato un certo piglio
risoluto in un appunto conclusivo: “a quei ragazzi che nel corso
dell’evento hanno ridacchiato e si sono distratti, vogliamo dire: cercate
di riflettere sui temi di cui abbiamo discusso oggi”.
Insomma, due future donne di carattere. E non sono le uniche tra i giovani
ad avere già sviluppato uno spiccato senso critico nei confronti del mondo
e la voglia di essere sempre curiosi e attenti. Sul palco si sono
susseguiti una serie di ragazzi, che hanno interpretato, letto e presentato
alcuni lavori. Letizia Via, alunna dell’IIS, ha recitato con maestria un
brano tratto da I cento passi, il film di Marco Tullio Giordana dedicato a
Peppino Impastato.
Hanno poi preso la parola i partecipanti del progetto Légalité. Federica
Critelli e Antonietta Fazio, anche loro tra le quattro studentesse
vincitrici, hanno presentato il video “Frangar, non flecatar”. “Mi
spezzerò, non mi piegherò” e hanno raccontato l’esperienza fatta in Spagna
proprio grazie al progetto, durante la quale hanno potuto confrontarsi su
tematiche cruciali, come quello della legalità, con alcuni coetanei
spagnoli.
Emanuele Spizziri e Fiorella Delomo, dell’ITA Vittorio Emanuele II di
Catanzaro sede di Gizzeria, hanno introdotto e commentato il loro video, La
legge della droga.
Mentre i tre alunni della III B dell’Istituto comprensivo di Cariati,
Chiara Cariglino, Luigi Greco e Alfonso Greco, hanno letto alcuni testi
dedicati a due vittime di mafia: Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore”
del Comune di Pollica, e Renata Fonte, assessore e consigliere del Comune
di Nardò. Giada Renda ha poi regalato al pubblico alcune riflessioni degli
alunni su un brano di don Italo Calabrò.
GLI ADULTI. L’evento, il cui svolgimento è stato ideato dai ragazzi, ha
visto come ospiti anche alcuni adulti. Ognuno di loro, con le proprie
professionalità e la propria esperienza, ha restituito una testimonianza o
un sostegno ai più giovani.
Il primo a salire sul palco del Cinema Teatro è stato Cataldo Formaro,
direttore di Cariatinet, che ha organizzato l’evento in collaborazione con
l’agenzia Jureka. A seguire, Antonio Arcuri, assessore del Comune di
Cariati quando è stato proposto alle scuole il progetto Légalité, Giuseppe
Bruno, criminologo e giurista, autore del libro L’innocenza perduta di
uomo criminale. Percorsi evolutivi di criminogenesi sociale, Concetta
Cosentino, insegnante del liceo Stefano Patrizi di Cariati, Isabella
Cosentino e Tiziana Capalbo, insegnanti dell’Iss di Cariati.
Ancora, Filomena Greco, sindaco di Cariati quando è partito il progetto
Légalité, che ha consegnato gli attestati di merito alle studentesse
vincitrici del premio. E infine, Nicodemo Leone, comandante di stazione di
Cariati, e don Mosè Cariati, parroco.
Tutti hanno concordato su alcuni punti. Per esempio, che i giovani saranno
il futuro della società, ma che per ora hanno bisogno di sentirsi protetti
e di essere guidati in un percorso formativo che punti all’onestà e alla
legalità. Inoltre, dai diversi interventi è venuto fuori che avere il
coraggio delle proprie idee e arrivare perfino a denunciare può essere una
scelta difficile, ma che allo stesso tempo dà un senso alla vita.
E non da ultima l’idea che nessuno deve sentirsi solo o abbandonato: le
forze dell’ordine sono sempre pronte a tutelare i cittadini.
Da parte del “mondo adulto”, nei diversi interventi, sono arrivati i
complimenti a tutti i ragazzi, che spesso sono più in gamba di come
superficialmente si pensa. E poi un appello: “siate sempre curiosi,
interessati, con le antenne alzate”.


