Sudafrica: una donna “dà alla luce” un bambino dieci giorni dopo la sua morte
Gen 20, 2018 - Giovanni D'agata
Una donna sudafricana deceduta per insufficienze respiratorie a distanza di dieci
giorni dalla sua tragica morte, ha di nuovo gettato indirettamente la sua famiglia
in un secondo lutto. Il giorno prima del suo funerale, i dipendenti delle pompe funebri
hanno scoperto il corpo senza vita di un feto espulso tra le gambe della defunta.
“Il bambino era morto. Eravamo così scioccati e spaventati che non abbiamo neanche
guardato per vedere di che sesso fosse”, così il responsabile dell’agenzia funebre
citato dal giornale britannico “Daily Mail”. “Lavoro in questo settore da oltre vent’anni,
ma non ho mai sentito parlare di una donna morta che partorisce un bambino”. Ovviamente
gli esperti si sono immediatamente interrogati sull’evento. Gli esperti sudafricani
possono solo speculare sulla causa esatta, rapporto dei media locali. Tuttavia, è
probabile che l’incidente sia frutto un evento molto raro noto come nascita della
bara. Poiché all’interno di una bara non c’è praticamente ossigeno, i cadaveri
non si decompongono, ma iniziano a marcire. I gas risultanti possono generare una
pressione così alta che, ad esempio, che un feto viene espulso dall’utero. Alla
fine anche fenomeni apparentemente inspiegabili, rileva Giovanni D’Agata, presidente
dello “Sportello dei Diritti”, possono essere chiariti applicando le leggi
della fisica, tuttavia rimane pur sempre uno di quei casi che fa comprendere come
in rete viaggino notizie che appaiono stupefacenti, ma che lasciano inevitabilmente
alle spalle i veri drammi della gente come quello della morte di una giovane madre
e del suo bambino.



