La strega è tornata ma da innocente. Quasi trecento anni fa una donna italiana fu
condannata per infanticidio e stregoneria, decapitata e bruciata. Si chiamava Maria
Bertoletti Toldini, detta Toldina. E oggi Christian Perenzoni, il sindaco del comune
italiano di Brentonico, in provincia di Trento, dove avvenne lo scempio, non solo
intende chiedere scusa, ma addirittura sollecitare ufficialmente la magistratura
a rifare il processo. La decisione, dopo essere stata affrontata dal consiglio comunale
ed essere finita sulla stampa locale, ha fatto il giro del mondo, arrivando anche
sulle pagine di autorevoli media stranieri, come il britannico Guardian, incantando
con la sua storia l’Inghilterra e oggi anche gli Stati Uniti. Stando alle fonti documentarie,
Toldina venne accusata, tra l’altro, di aver ucciso tre bambini, uno dei quali gettato
in una pentola contenente formaggio bollente. Ancora, fu accusata di un’ altra lunga
serie di reati: dalle lesioni personali, dai danneggiamenti alla sodomia fino alla
blasfemia, apostasia, idolatria, sacrilegio e adulterio. Quindi l’arresto, il processo
sommario e la brutale sentenza capitale. Uno storico locale, però, ha scoperto in
questi anni documenti che potrebbero scagionare la Toldina. Per lo meno gli elementi
utili a riaprire il processo. Di qui la battaglia del Comune di Brentonico, che chiederà
al Tribunale di Trento di riaprire un fascicolo per dimostrare a tutti e una volta
per sempre l’innocenza della strega. Toldina era stata accusata di crimini di stregoneria
da quando aveva 13 anni ed alla fine fu giustiziata per crimini all’età di 60, secondo
The Guardian. Se dovesse la magistratura acconsentire a rifare il processo, comunque
non sarà una giuria ecclesiastica a porre fine a questioni inquietanti come la stregoneria,
sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ma
sarà un vero processo, con veri giudici, veri avvocati e vere perizie che consentiranno
alla malcapitata di essere definitivamente riabilitata di fronte alla Storia.



