Gela, il Petrolchimico rischia la chiusura

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L’ex ministro Gianpiero D’Alia però garantisce in settembre novità positive per l’Eni di Gela

di ROBERTA STRANO

Gela, il Petrolchimico rischia la chiusura

L’ex ministro Gianpiero D’Alia però garantisce in settembre novità positive per l’Eni di Gela

 

di Roberta Strano

 

 

Lo stabilimento Eni di Gela, da diverso tempo è a rischio chiusura.
I sindacati Cgil, Cisl e Uil di Gela hanno espresso “forte preoccupazione per i 3.500 posti di lavoro a rischio, e per la tensione sociale che sta salendo”.
Tante le iniziative condotte da oltre duemila lavoratori, che hanno partecipato alla manifestazione dello scorso 21 luglio, sfilando in corteo per la citta’, da contrada Betlemme alla prima rotonda della statale 417, sulla Gela-Catania.
E con i lavoratori e sindacati, anche il vescovo di piazza Armerina, Rosario Gisana. La protesta, il 29 luglio, è approdata persino a Roma.
Dopo tali eventi, pare che si stia finalmente aprendo uno spiraglio sul futuro dello stabilimento. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha chiarito le sue intenzioni.
“Non abbiamo intenzione di andarcene da Gela – ha detto Descalzi – né vogliamo toccare l’occupazione. Abbiamo intenzione di investire 2,1 miliardi in diversi progetti, tra i quali la trasformazione in raffineria verde per riconvertire il personale”.
“L’accordo tra Eni e sindacati per la salvaguardia dei siti industriali, in particolare quello di Gela, e le rassicurazioni che ho avuto dal viceministro De Vincenti sono due novita’ positive”. Cosi’ l’ex ministro Gianpiero D’Alia ha commentato gli sviluppi della vicenda che riguarda il Petrolchimico di Gela. “Con il collega Mario Caruso – afferma D’Alia – ho presentato una nuova interrogazione a risposta immediata sulla situazione della raffineria di Gela a cui ha risposto esaurientemente il viceministro allo sviuppo economico Claudio De Vincenti”.
“Il viceministro – continua il deputato dell’Udc – ci ha spiegato che l’Eni si è impegnata ad avviare immediatamente, anche sulla linea 1, i lavori di manutenzione degli impianti cosi’ da offrire una concreta possibilita’ di lavoro anche per le aziende dell’indotto particolarmente colpite dallo stop della raffineria e ci ha annunciato che a settembre le parti sociali si ritroveranno per confrontarsi sui nuovi piani industriali di Eni che dovranno garantire il mantenimento dell’occupazione e della qualita’ della produzione”.
“Un ringraziamento – conclude D’Alia – va al presidente della commissione attività produttive di Montecitorio Guglielmo Epifani che ha sostenuto la nostra iniziativa parlamentare e ha annunciato anche una importante audizione dell’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi”.