Una bioraffineria per la capitale della Sila

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L’assessore Iaquinta ufficializza una delle sue idee più importanti sul futuro di San Giovanni in Fiore, ossia produzione di patate ad alto contenuto di amido, bio-alcol e bio raffineria

Una bioraffineria per la capitale della Sila

L’assessore Iaquinta ufficializza una delle sue idee più importanti sul futuro di San Giovanni in Fiore, ossia produzione di patate ad alto contenuto di amido, bio-alcol e bio raffineria

 

Riscoprire il legame
con le nostre origini agricole, sfruttare a pieno tutte le
potenzialità del territorio, rispettare l’ambiente, accedere ai
fondi comunitari ed avviare così uno sviluppo economico per troppo
tempo negato ai giovani di intere generazioni. Così predispone il
futuro di San Giovanni in Fiore il giovane assessore ingegnere Mario
Iaquinta.
È ormai noto il grosso impegno dell’assessore Mario Iaquinta per
quanto riguarda le dighe che servono il territorio di San Giovanni in
Fiore, si svela oggi un altro degli scopi che caratterizza l’attività
del suo assessorato.
Con un documento del 23 giugno 2014, con numero di protocollo 16099,
l’Assessore con deleghe all’urbanistica, all’innovazione
tecnologica ed alle attività produttive, ufficializza una delle sue
idee più importanti sul futuro di San Giovanni in Fiore: Produzione
di patate ad alto contenuto di amido, bio-alcol e bio raffineria.
Le crescenti problematiche poste da un mondo dell’energia troppo dipendente dal
petrolio e, in generale dall’approvvigionamento di fonti fossili,
condizionato sia da fattori economici che geopolitici, sono ormai
oggetto di quotidiana discussione.
Si parla sempre più di fonti energetiche alternative, a basso impatto
ambientale (eolico, fotovoltaico, solare, idroelettrico, ….) e la
produzione di bio-alcool è senz’altro una risposta che coniuga le
importanti necessità ambientali alla sempre più crescente
richiesta di sviluppo economico e occupazionale di San Giovanni in
Fiore .

Il bioetanolo (o bio-alcool) è un alcool altamente puro
ottenuto mediante un processo di fermentazione di diversi prodotti
agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri , nel nostro caso specifico
le patate, uno dei prodotti agricoli più coltivati nel nostro
territorio.

In campo energetico, il bioetanolo può essere
utilizzato direttamente come componente per benzine. L’aggiunta
alle benzine può arrivare fino al 30% senza dover modificare in
nessun modo il motore o, adottando alcuni accorgimenti tecnici, anche
al 100% come in Brasile
dove, per ragioni di politica energetica locale, l’etanolo è stato
utilizzato per diversi anni anche come carburante “unico”
in sostituzione della benzina. Oggi viene molto utilizzato anche in
Svezia, la nazione europea dove più si sta sviluppando il mercato
del bioetanolo.

La moltitudine di utilizzi del bio-alcool lo rende un
prodotto altamente commercializzabile (produzione di energia
elettrica da celle ad idrogeno, settore alimentare ed igienico,
autotrazione ecc.) oltre che utilizzabile in maniera importante come
combustibile per il riscaldamento delle abitazioni : ha un potere
calorifico molto alto, non emana odori sgradevoli o gas pericolosi e
senza residui, tranne una piccola quantità di CO² e vapore acqueo –
due sostanze assolutamente naturali.
Una bioraffineria per la produzione di bio-alcool rispetta l’uomo e
l’ambiente in quanto ha un impatto ambientale minimo, partendo da
materia prima organica di origine agricola.

Ulteriore
aspetto favorevole all’apertura sul nostro territorio di un AREA
ECOLOGICA è lo sfruttamento di una metodologia che integra i
processi di trasformazione della biomassa per la produzione integrata
di combustibili, calore, fertilizzanti, prodotti derivati da
destinare a nuovi mercati, quindi un’altra possibilità per
sfruttare efficacemente i rifiuti organici aprendo nuovi scenari
anche in quest’ambito.

Un settore nuovo e in via di espansione che va
considerato di importanza fondamentale per l’economia del nostro
comune, includendo nell’analisi anche tutti quei distretti che
otterranno dei benefici per l’economia indotta: produzione di
materia prima, trasporti, ma primo fra tutti l’occupazione di
risorse umane, che acquisteranno tra l’altro nuove
specializzazioni.

Proprio per queste caratteristiche le bioraffinerie sono
sostenute con vigore dalle politiche europee dell’Ambiente
dell’Agricoltura e delle Energie, con finanziamenti che possono
essere raggiunti direttamente e senza eccessive burocrazie calabresi,
grazie al “Patto dei Sindaci”
di cui il Comune di San Giovanni in Fiore fa parte grazie alla
volontà dell’ing. Iaquinta.

Se a tutto ciò si aggiunge la vocazione agricola del
territorio di San Giovanni in Fiore e l’importante contributo
garantito allo stesso settore dall’imminente entrata in funzione
delle dighe che aiuteranno il nostro territorio, abbiamo di fronte
una nuova speranza che andrà a rivoluzionare la nostra economia.
Già formalizzata e depositata la richiesta di predisporre e normare, nel
nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC), la possibilità di produrre
sul territorio patate ad alto contenuto di amido, il successivo
raffinamento oltre che l’individuazione di un’apposita area per
la produzione di alcool da materie prime agricole, di scarto o di
altra provenienza, attendiamo di vedere l’evoluzione di questa idea
che segna un momento di innovazione economica e che potrà essere una
reale svolta per la valorizzazione delle risorse del nostro
territorio.