Il M5S di Rende scrive una lettera aperta al commissario prefettizio Maurizio Valiante
Mar 08, 2014 - redazione
“Vorremmo portare alla sua attenzione la questione del Laboratorio della ceramica del centro storico di Rende a nostro avviso fondamentale per la storia e la tradizione che la lavorazione dell’argilla ha rappresentato per questo territorio”
Il M5S di Rende scrive una lettera aperta al commissario prefettizio Maurizio Valiante
“Vorremmo portare alla sua attenzione la questione del Laboratorio della ceramica del centro storico di Rende a nostro avviso fondamentale per la storia e la tradizione che la lavorazione dell’argilla ha rappresentato per questo territorio”
Riceviamo e pubblichiamo:
*Egregio signor Commissario, avremmo voluto scrivere questa lettera aperta,
solo per ringraziarla per la competenza, l’impegno e la professionalità
dimostrata, fin qui trasparente e imparziale, che ha profuso nel
ristabilire alcuni principi morali, etici e di legalità nel governare il
bene comune nella nostra città, offesi e mortificati invece da chi ha
gestito questo territorio nell’ultimo quarto di secolo sapendo regalare una
montagna di debiti. Però, in riferimento alla situazione attuale in cui si
trova il nostro centro storico, le cui responsabilità sono da ricondurre
alla pochezza di un Principe poco illuminato e mai divenuto Re,
sottoponiamo alla Sua onestà intellettuale, universalmente riconosciuta da
tutti quei rendesi che non sono innamorati del proprio carnefice, di
considerare la possibilità di revocare la delibera n°9 del 27.02.2014 con
oggetto “Assegnazione a titolo gratuito delle attrezzature dell’ex
laboratorio della ceramica del centro storico di rende al Cna di Cosenza”.
Tale richiesta nasce dall’esigenza di mantenere in loco le attrezzature de
quo, atteso che, per le motivazioni nella stessa addotte, si può ovviare
utilizzando uno dei tanti fabbricati di proprietà dell’ente, al fine di
essere utilizzate dalle associazioni presenti sul territorio comunale che
in tale direzione manifesteranno il proprio interesse. Diversamente
un’altra ferita si andrebbe ad aggiungere ad un territorio già mortificato
e offeso, che bene si inserisce in quella deriva amministrativa e politica
che ha generato la “questione centro storico” dove qualcuno ha scritto
finanche l’epitaffio. Una questione che negli ultimi anni ha visto
soccombente la parte antica della città al punto che parlare di
desertificazione sociale non è esagerato dove gli indigeni del posto hanno
registrato passivamente, amministrazione dopo amministrazione, la
spoliazione di un enorme patrimonio artistico, culturale, sociale,
economico etc. Un vero e proprio stillicidio ricordare che qui c’erano tre
rivendite di tabacchi, due farmacie, due fotografi, tre bar, numerosi
negozi di generi alimentari, tre macellerie, tre mercerie di abbigliamento,
quattro barbieri, poi ancora il cinema, il municipio, l’ufficio del lavoro,
l’asilo, la stazione dei carabinieri, il comando dei vigili urbani,
l’esattoria comunale, la banca e l’elenco sarebbe ancora lungo se citiamo
le botteghe di arte e mestieri che un tempo popolavano la collina di
Arintha e che ora non ci sono più. In sintesi c’era una comunità viva e
attiva. Nonostante tutto e tutti, non è difficile pensare ad un nuovo
esordio, non è difficile pensare ad una nuova stagione al centro della
quale ci deve essere l’impegno concreto di un primo mutamento. In tale
direzione va la richiesta del Movimento 5 Stelle di Rende nel chiederLe di
revocare la delibera di cui sopra per ridare segnali di fiducia e speranza
a quei cittadini finora insultai e umiliati ai cui figli è stato rubato il
futuro di una loro presenza reale in questa comunità”.*
*Movimento 5 Stelle Rende*



