Gioia Tauro, il poliambulatorio verrà trasferito nell’ospedale Giovanni XXIII

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Dopo le tante battaglie intraprese dal sindaco Bellofiore ecco finalmente la decisione dell’Asp di Reggio Calabria

di CATERINA SORBARA

Gioia Tauro, il poliambulatorio verrà trasferito nell’ospedale Giovanni XXIII

Dopo le tante battaglie intraprese dal sindaco Bellofiore ecco finalmente la decisione dell’Asp di Reggio Calabria

 

di Caterina Sorbara

 

 

L’Asp 5 ha annunciato che il servizio del poliambulatorio di Gioia Tauro sarà spostato nella struttura pubblica dell’Ospedale
Giovanni XXIII. La decisione di riportare il Poliambulatorio nella struttura pubblica dell’Ospedale Giovanni XXIII, è stata per l’Amministrazione guidata da Renato Bellofiore, una delle priorità di discussione con i vertici sanitari provinciali di Reggio
Calabria. Già a partire dal 2010, il sindaco, insieme al delegato alla sanità Frangella, avevano più volte denunciato la necessità impellente di dover riportare il servizio del poliambulatorio cittadino all’interno della struttura ospedaliera Giovanni XXIII, lasciando i locali dove attualmente si svolge questa attività. Nel corso di numerosi incontri tenutosi dall’Amministrazione
ed i vertici dell’Asp 5 si erano illustrate le motivazioni alla base di questa richiesta. In particolare problematiche di tipo igenico-sanitario data l’elevata presenza di eternit che circonda l’immobile attualmente utilizzato per svolgere il servizio, ma anche motivazioni di tipo funzionale vista l’inadeguatezza dello stabile in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche, oltre ad evidenti ragioni di risparmio economico essendo una struttura privata e quindi in affitto.Al contrario la struttura già in possesso dell’Asp 5, sita all’interno del nosocomio cittadino, con piccole spese di ristrutturazioni, già recuperabili con il risparmio dell’affitto annuo, potrà consentire di fornire un servizio di qualità agli utenti della Piana. Il dott. Vincenzo Frangella ha dichiarato che già in passato si erano registrati vari annunci di rilancio delle strutture sanitarie cittadine, rimasti però semplicemente proclami senza alcuna reale conseguenza, la speranza è che non sia anche questo l’ennesimo caso.