Siderno, Movimento “Il Faro”, Stadio Filippo Raciti, “Tramonto di un gioiello nell’indifferenza di palazzo della città”

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C’era una volta il “Filippo Raciti”, un impianto che per anni ha rappresentato il fiore all’occhiello dell’impiantistica sportiva non solo della Locride, ma dell’intera regione. Un prato che profumava di agonismo, una pista olimpica a otto corsie dove si sono disputate manifestazioni di carattere nazionale e internazionale, spalti vibranti di passione e una struttura capace di accogliere grandi eventi. Oggi, di quel “gioiello”, resta solo il riflesso sbiadito di un passato glorioso, sepolto sotto la polvere dell’incuria e il silenzio assordante di un’amministrazione comunale che sembra aver smarrito la bussola della gestione sportiva.
Passeggiando nei pressi della struttura, l’immagine che si para davanti agli occhi è desolante. Erbacce infestanti, recinzioni ammalorate e quel senso di abbandono tipico dei luoghi dimenticati da Dio e dagli uomini. Lo stadio, che dovrebbe essere il cuore pulsante della socialità e della crescita dei giovani atleti sidernesi, è diventato il simbolo plastico di un degrado che non è solo strutturale, ma soprattutto politico.
Al centro delle critiche finisce inevitabilmente la Giunta guidata dalla sindaca Mariateresa Fragomeni. Nonostante le promesse di rilancio e i proclami da campagna elettorale, la realtà dei fatti narra una storia diversa.
Il supporto dell’amministrazione alla causa sportiva è parso, agli occhi dei più, evanescente, lasciando le società locali a gestire le macerie di una programmazione che non c’è.
La domanda che come movimento politico “Il Faro” ci poniamo è semplice: perché lo sport è diventato l’ultima priorità dell’agenda Fragomeni? Un campo di calcio non è solo un rettangolo verde; una pista di atletica leggera riammodernata è più che mai fondamentale per l’attività fisica di giovani e meno giovani, si tratta di due insostituibili presidi di legalità, salute e aggregazione. Lasciarle morire significa amputare una parte vitale dell’identità cittadina.
Mentre le città limitrofe investono in strutture moderne e funzionali, Siderno resta a guardare il suo stadio che cade a pezzi. La politica dei tagli e dei rinvii ha prodotto un risultato sotto gli occhi di tutti: un’opera pubblica di immenso valore che si sta trasformando in un peso morto.
Il tempo delle scuse e dei “vedremo” è scaduto. Il “Filippo Raciti” reclama dignità. Se l’amministrazione comunale non è in grado di gestire e valorizzare il patrimonio sportivo, lo dica chiaramente. Siderno non merita di vedere i propri gioielli ridotti a monumenti dell’inefficienza. Serve un cambio di passo immediato, o il rischio è che il fischio finale sul futuro del nostro stadio arrivi molto prima del previsto.