Sanita’, partito Democratico Siderno “non siamo cittadini di serie B. Il tempo delle scuse è finito”

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Con la presente di richiede cortese pubblicazione della seguente nota del Partito Democratico di Siderno:

“Qualche giorno fa, parlando con un’amica, abbiamo fatto una riflessione amara ma necessaria. Abbiamo confrontato la nostra realtà con quella di altre regioni d’Italia (come l’Emilia Romagna) dove i programmi di screening organizzato non aspettano che le persone si ammalino: le cercano, le chiamano a casa e le accompagnano in un percorso gratuito e strutturato. 

In quei contesti, la sanità pubblica garantisce la presa in carico totale: una volta accertata la diagnosi, il paziente viene guidato dall’inizio alla fine, con terapie e cure programmate dal sistema senza che debba essere il cittadino a rincorrere le prenotazioni per la volta successiva.

Qui da noi la realtà è drammaticamente diversa. La prevenzione oncologica in Calabria è partita in forte ritardo ed è ancora lontana dall’essere realmente implementata. Non basta organizzare un percorso se poi questo non è seguito da un battage serrato, da una volontà politica continua e da azioni concrete per ottenere l’adesione della cittadinanza. La prevenzione è nulla senza la Medicina Territoriale, che nella nostra regione resta terribilmente carente.
Un esempio su tutti: il mammografo installato presso la Casa della Salute di Siderno. Nonostante la struttura sia incompleta, il macchinario è presente da tempo, eppure non funziona. Negli ultimi mesi sono state persino aperte le prenotazioni, ma ad oggi non è stato effettuato un solo esame.
Così accade che la prevenzione e la cura siano troppo spesso lasciate al caso, alla sensibilità individuale o alla straordinaria generosità del volontariato. Ma la salute non può dipendere dalla fortuna, né dalla possibilità economica di rivolgersi al privato per sfuggire a liste d’attesa infinite.

Mentre la Giunta regionale celebra la fine del commissariamento come una vittoria, noi che viviamo questo territorio abbiamo il dovere di dire la verità: i conti possono anche tornare sulla carta, ma i diritti no.
A quale prezzo è stata ottenuta questa “liberazione”? Non possiamo ignorare il voto favorevole della Regione Calabria sull’autonomia differenziata promossa dal Governo Meloni e sostenuta dal presidente Occhiuto. Uno scambio politico che rischia di cristallizzare le disuguaglianze e indebolire ulteriormente il diritto universale alla salute tra Nord e Sud. Non si può barattare la sanità pubblica con operazioni di equilibrio politico.
Come Partito Democratico di Siderno, pretendiamo fatti concreti.
Le strutture pubbliche, a partire dalla Casa della Salute di Siderno, devono operare ogni giorno. È inaccettabile avere tecnologie adeguate ferme per mancanza di personale o di volontà organizzativa. Basta con la sanità “a giornata”.
Pretendiamo che il sistema sanitario garantisca la continuità delle cure: una volta individuata la patologia, deve essere l’istituzione a programmare il percorso terapeutico completo. Il paziente non deve essere lasciato solo a gestire il labirinto delle prenotazioni tra una terapia e l’altra.
Chiediamo che i programmi di screening diventino una realtà quotidiana e strutturata, con un coinvolgimento attivo dei cittadini che oggi manca totalmente.

I consultori devono tornare a essere presidi vivi: luoghi di prevenzione, ascolto e accompagnamento, accessibili e radicati nel territorio.
La verità è semplice: la salute delle donne calabresi non vale meno di quella delle donne di altre regioni d’Italia.
Come Circolo del Partito Democratico di Siderno, la nostra battaglia parte dalla pretesa che i Programmi di Prevenzione diventino realtà quotidiana e che nessuno venga più abbandonato dopo una diagnosi.

Perché non siamo cittadini di serie B. Il tempo delle scuse è finito.

Ora è il tempo dei diritti.

Segretario, Direttivo, Circolo PD Siderno”