Terzi a italiani: ‘Prudenza in aree di rischio. Inspiegabile leggerezza recarvisi senza motivi seri. 27/o caso risolto con successo da inizio governo’
Rapito nello Yemen: Spadotto e’ in Italia
Terzi a italiani: ‘Prudenza in aree di rischio. Inspiegabile leggerezza recarvisi senza motivi seri. 27/o caso risolto con successo da inizio governo’
(ANSA) Alessandro Spadotto, il carabiniere addetto alla vigilanza e alla sicurezza dell’ambasciata italiana nello Yemen, liberato ieri, è arrivato in Italia. L’aereo, un Falcon 900, proveniente da Sanàa, è atterrato poco prima delle 16 all’aeroporto militare di Ciampino. “E’ il 27/o caso che si risolve con successo, dall’inizio di questo governo”, ha sottolineato con soddisfazione il ministro degli Esteri Giulio Terzi, spiegando che “i rapporti diplomatici e l’intensità delle relazioni anche personali sono molto importanti quando si verificano questi fenomeni”. Spadotto – volto disteso, t-shirt blu, pantaloni beige, scarpe sportive, uno zaino in spalla e uno in mano – è stato accolto dal capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri.
Caloroso l’abbraccio del generale dei Carabinieri Antonio Ricciardi, per conto di tutta l’Arma. Dallo scalo romano il militare è stato accompagnato dai colleghi del Ros alla Procura di Roma per essere ascoltato dai magistrati che hanno aperto un fascicolo sul rapimento. Una deposizione in cui il militare dell’Arma è chiamato a ricostruire i vari passaggi della vicenda, a partire da quando, domenica, è stato prelevato da uomini del clan Al-Jalal mentre, in abiti civili, si trovava in un negozio nei pressi della sede diplomatica a Sanaa, fino alla sua liberazione nel Marib, la regione petrolifera ad est della capitale yemenita segnata dagli scontri tra tribù locali e forze governative.
Rivendicando il sequestro, uno dei leader della tribù Al-Jalal ha spiegato di non avere pretese nei confronti dell’Italia, ma che il rapimento era “solo un modo per fare pressione sul governo yemenita”. Quella di Spadotto è stata una prigionia fortunatamente breve e durante la quale gli è stata lasciata una certa libertà d’azione, compreso il limitato uso del cellulare, con cui a caldo il carabiniere è riuscito a mandare un sms tranquillizzante alla fidanzata in Italia: sto bene, non vi preoccupate”.
E le stesse parole – “sto bene, non mi hanno trattato male” – Spadotto le ha ripetuto stanotte, subito dopo la liberazione, alla madre Marina e al padre Augusto, rimasti ad aspettarlo – “felicissimi” – a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Stamani di buon ora con il carabiniere ha parlato anche il ministro Terzi: “é un italiano che indossa la stessa divisa con cui migliaia di carabinieri tengono alta la bandiera del nostro Paese non solo in patria, ma in tante aree di crisi nel mondo, dove sono rispettati e ammirati da Governi e popolazioni”; “ha mostrato grande coraggio in questi giorni e ne siamo tutti orgogliosi”. Il responsabile della Farnesina, poi, con implicito riferimento ai turisti amanti del brivido, ha colto l’occasione per “ricordare l’esigenza di grande prudenza quando ci si trova in situazioni a rischio”, sottolineando che i rapimenti sono in aumento anche per le “inspiegabili leggerezze commesse dalle persone che si trovano all’estero e che non hanno motivi seri per recarsi in zone di rischio”.




