Caridi: “In una democrazia rappresentativa chi vince le elezioni non diventa il depositario di ogni potere”
Lug 31, 2012 -
Continua l’assessore regionale: “Sarebbe una concezione pericolosa nel corretto rapporto tra maggioranza ed opposizione”
Caridi: “In una democrazia rappresentativa chi vince le elezioni non diventa il depositario di ogni potere”
Continua l’assessore regionale: “Sarebbe una concezione pericolosa nel corretto rapporto tra maggioranza ed opposizione”
Non può valere solo la volontà di chi ha, pur legittimamente, acquisito il diritto/dovere di governare, perché anche chi non ha raggiunto il consenso per governare può, anzi deve, concorrere a tracciare la linea politica.
Sono soprattutto queste le ragioni che inducono l’Assessore Regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi a condividere pienamente l’intervento del capogruppo regionale del PDL on Gianpaolo Chiappetta in merito al senso di responsabilità al quale dovrebbe uniformarsi chiunque abbia un ruolo di rappresentatività collettiva.
Questo vale ancor di più in una realtà difficile come quella calabrese, dove il governo Scopelliti sta tentando faticosamente, ma con grande impegno, di riformare profondamente l’intera struttura regionale in direzione di obiettivi improntati a modernità ed efficienza.
Non è necessario, secondo l’Assessore Caridi, entrare nel merito delle riforme di cui ha parlato, in modo esaustivo, l’on Chiappetta ma limitarsi a richiamare tutti al dovere di privilegiare l’interesse dei calabresi rispetto a qualunque altra dinamica orientata alla ricerca del facile consenso.
In questo senso non si può che cogliere la diffusa istanza di cambiamento, proveniente da ogni settore della società calabrese, alla quale la classe politica nel suo complesso ha il dovere di rispondere con grande serietà e senso di responsabilità.
L’Assessore Caridi ritiene, in linea con quanto espresso dal capogruppo Chiappetta, che anche i gruppi che non hanno raggiunto la maggioranza svolgono un ruolo fondamentale per la vita politica di una comunità e per questo sono chiamati ad esprimere, con spirito costruttivo e sempre nel supremo interesse della collettività, il proprio punto di vista o una controproposta, che meritano comunque adeguato spazio e riconoscimento, in un’ottica di confronto delle idee che è garanzia di libertà e di democrazia.
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