‘Ndrangheta, processo “Mala Pigna” contro esponenti di spicco del clan Piromalli di Gioia Tauro, oltre ai 14 anni a Pittelli, condanna a 22 anni per Rocco Delfino. TUTTI I NOMI DELLA SENTENZA
Set 24, 2025 - redazione
Si è chiuso il processo nato nato da un’indagine che ha colpito esponenti di spicco della cosca Piromalli, svelando pure un traffico di rifiuti che sarebbe stato gestito dall’imprenditore Rocco Delfino detto “u Rizzu”. Oltre alla condanna a 14 anni di reclusione Giancarlo Pittelli, l’ex penalista di Catanzaro accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nel processo intentato contro la cosca Piromalli di Gioia Tauro. La decisione dei giudici al termine del processo “Malapigna” istruito dalla Dda di Reggio Calabria contro la cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nell’udienza dell’8 settembre scorso, al termine della sua requisitoria il pm aveva chiesto 16 anni di reclusione. Mentre è stata inflitta una condanna a 22 anni, invece, per Rocco Delfino. L’imprenditore, considerato il braccio economico del clan di Gioia Tauro, è stato condannato a 22 anni di carcere per associazione mafiosa. Per lui, la Dda guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, aveva chiesto 29 anni di reclusione. Secondo gli inquirenti, negli anni Novanta Delfino era un mero partecipe del clan per poi diventare “capo ed organizzatore della cosca con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e degli obiettivi da perseguire”.
L’operazione “Malapigna” è scattata il 19 ottobre 2021, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria ed eseguita dai carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale e dal Comando provinciale, facendo emergere, seconda l’accusa, un sistema di collegamenti tra esponenti della criminalità organizzata e ambienti economici e politici.
Pittelli, arrestato il 19 ottobre del 2021, qualche mese dopo era stato assegnato agli arresti domiciliari dal Tribunale del Riesame. Nonostante la misura di prevenzione cautelare, Pittelli aveva violato le disposizioni di legge inviando una lettera all’allora ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, iniziativa che veniva sanzionata dal Tribunale di Sorveglianza, che disponeva nuovamente la detenzione in carcere dell’ex parlamentare. Il penalista, hanno scritto i pm nel capo di imputazione avrebbe garantito “la sua generale disponibilità nei confronti del sodalizio a risolvere i più svariati problemi degli associati, sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e della pubblica amministrazione”. L’ex senatore, hanno sostenuto gli inquirenti, aveva “illimitate possibilità di accesso a notizie riservate e a trattamenti di favore”.
Le condanne:
- Rocco Delfino: 22 anni;
- Pierino Amato: assolto;
- Cosimo Bevilacqua: assolto;
- Girolamo Bruzzese: assolto;
- Giulio Calabretta: un anno e 8 mesi;
- Domenico Cangemi: 15 anni;
- Deborah Anna Cannizzaro: 2 anni;
- Pier Paolo Cavallari: 2 anni;
- Giovanni Delfino: 9 anni e 6 mesi;
- Salvatore Delfino: un anno e 6 mesi;
- Roberto Forgione: 4 anni e 2 mesi;
- Orlando Galatà: assolto;
- Bruno Ginardo: 1anno;
- Domenico Giordano: 2 anni;
- Elia Gullo: 2 anni;
- Alessandra Mastrorocco:
- Vincenzo Muratore: 1 anno e 6 mesi;
- Bardhok Kola: un anno;
- Francesco Benito Palaia:
- Tosca Remiddi: assolta;
- Fabio Taverniti: 6 mesi;
- Giuseppe Tomaselli: 2 anni;
- Ilenia Tripolino: assolta;
- Giancarlo Pittelli: 14 anni;
- Salvatore Trovato Mazza: un anno e 6 mesi;
- Zappone Concetta: 2 anni.



