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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 20 OCTOBER 2020

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“Cent’anni di Storia”, affare All Services: nuovo mandato di arresto per alcuni imputati

“Cent’anni di Storia”, affare All Services: nuovo mandato di arresto per alcuni imputati

Si tratta di Giuseppe, Antonio e Natale Alvaro, Pietro D’Ardes, Giuseppe Mancini

“Cent’anni di Storia”, affare All Services: Nuovo mandato di arresto per alcuni imputati 

Si tratta di Giuseppe, Antonio e Natale Alvaro, Pietro D’Ardes, Giuseppe Mancini

 

 

 

PALMI – Ritornano in carcere alcuni imputati e già condannati in I grado nell’ambito del processo “Cent’anni di storia”, celebrato a palmi per far luce sulle presunte infiltrazioni delle cosche di Gioia Tauro all’interno del porto. Le persone colpite dal provvedimento dei giudici; Giuseppe Alvaro, condannato a 12 anni di reclusione e per Antonio e Natale Alvaro condannati a 9 anni ciascuno. In carcere finisce nuovamente anche Pietro D’Ardes, gestore della società cooperativa “Lavoro” di Roma, che era stato condannato a 11 anni di reclusione, così come l’avvocato Giuseppe Mancini, condannato a 9 anni e 6 mesi, che avrebbe coadiuvato D’Ardes. Sono stati, condannato a 5 anni di carcere per corruzione. Le condanne, richieste e ottenute dal pubblico ministero Roberto Di Palma,  che ha condotto l’accusa nel procedimento, andarono dunque a colpire, soprattutto, i cosiddetti “colletti bianchi”, quella “zona grigia” tanto citata: Pietro D’Ardes, infatti, è un imprenditore venuto da Roma per acquisire rilevanti attività economiche, costituite dal complesso aziendale della società cooperativa in liquidazione “All Services”. Giuseppe Mancini è un avvocato: condannato a 9 anni e 6 mesi avrebbe avuto un ruolo decisivo proprio nella vicenda “All Services”.   ;, nominato dal Ministero delle Attività Produttive, avrebbe agevolato D’Ardes e Mancini per acquisire la cooperativa. Gli imputati avevano affrontato il processo da uomini liberi, essendo stati scarcerati dal Tribunale della Libertà in fase di indagini preliminari. Il Pm Di Palma Al termine della propria requisitoria,  aveva anche chiesto l’emissione di un nuovo mandato di cattura, accordato dopo le dure condanne comminate agli imputati nello scorso ottobre.

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